Il blog di Michele Perucci

"Su scolte alle torri guardie armate
attente in silenzio vigilate"
(antico inno comunale di Assisi)

giovedì 23 ottobre 2014

Un dialogo civile


Finalmente, sul tema del matrimonio omosessuale, un confronto a tre reciprocamente rispettoso e attento. 
I più sinceri e appassionati - al di là del merito - a me son parsi i due coniugi (cattolici) in studio, ma anche Ferrara ha mostrato ampiamente quella che erroneamente viene scambiata per vis polemica ed invece è a tutti gli effetti un'intellettualmente ardente e altrettanto sincera attenzione al tema e alle sue profonde implicazioni teologiche e sociali. Che poi il Vescovo in studio sia stato da lui tacciato di attivismo Lgbt, ebbene questa è stata l'unica concessione del Direttore del Foglio alla platea dei tifosi. 
Il più asettico si è mostrato un pallidissimo Mons. Mogavero, che si è sostanzialmente limitato a far da terminale dei ragionamenti delle altre due campane. 
La Chiesa fa il suo lento cammino, e il piano su cui si muove è altro; se questo è lo stato dell'arte, sul piano del convivere civico i tempi son più che maturi per una (seria) iniziativa legislativa,  che riconosca pienezza di diritti a tutte le coppie di fatto, omosessuali e non : non si dovrà infatti al riguardo davvero discriminare nessuno. Un passo opportuno e necessario, a tirar fuori l'Italia da una compagnia che ci vede in Europa relegati tra la Polonia e la Bulgaria. 











giovedì 16 ottobre 2014

 Matteo (22, 1-10)  Lo immagino così il Paradiso, come quella sala, pieno non di santi ma di peccatori perdonati, di gente come noi.

Un invitato però non indossa l'abito delle nozze: amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?
Di che cosa è simbolo quell'abito, il migliore che avrebbe dovuto possedere? Di un comportamento senza macchie? No, nella sala si mescolano brave persone e cattivi soggetti. Indica il meglio di noi stessi: quella trama nuziale che è la chiave di volta di tutta la Bibbia, la fede come una storia d'amore.
Dal momento che Dio ti mette in vita, ti invita alle nozze con lui. Ognuno a suo modo sposo. Parola di profeti, di salmi, di Gesù: la storia della salvezza è la storia di due mendicanti uno d'amore ed è Dio, l'altro d'amore ed è l'uomo. Quell'invitato si è sbagliato su Dio e quindi su se stesso, sulla vita, su tutto: non ha capito che Dio viene come uno Sposo, intimo a te come un amante, esperto di feste: che si fa festa in cielo per un peccatore pentito, per un figlio che torna, per ogni mendicante d'amore che trova e restituisce un sorso d'amore, una sorsata di vita.

(padre Ermes Ronchi)

martedì 18 febbraio 2014

Un petit éclat du divin

"L'éternité selon moi, c'est échapper à l'espace-temps. La résurrection, je la vois comme une résurrection spiritualisée, sinon Brigitte Bardot va regretter de ne pas être morte à l'époque de ses vingt ans. 
C'est un grand mystère au fond, mais j'ai toujours un peu conscience d'être une infime partie du plan de Dieu, dans une parenthèse qui n'a finalement pas beaucoup d'importance. Si je devais avoir une doctrine, elle serait: "Hors de l'amour de Dieu, je me fous de tout"

Il y a en nous un petit éclat du divin, et ensuite il y a la gloire, la chaire et la pesanteur; ce qu'il faut faire c'est dilater le plus possible cet éclat du divin, à l'aide de l'art, de la nature ou même des femmes. La culture catholique sert ensuite à faire converger tout cela, et c'est ce que j'aime particulièrement chez elle."
(Denis Tillinac) 



martedì 25 giugno 2013

Le case vuote

Un grande Pietrangelo Buttafuoco, sul Foglio del 15 giugno. Parole di verità, parole in profondità. 

"Il mondo di ieri è come il silenzio che viene incontro quando si entra in una casa svuotata ormai e fatta ricordo dal destino quando il destino, appunto, porta altrove, in un viaggio che dalla Guinea finisca poi in California magari, come per Diamond, o come nel dover andare via di tutti perché ogni ieri scivola nella botola della matematica e i conti tornano solo con la moltiplicazione degli oggi. E sono ingressi impegnativi quelli nelle case fatte vuote. Ci sono porte da forzare e quel ritornare dove c’era stata, la vita, non è mai un giro a ritroso nel tempo. Piuttosto è una sovrapposizione dei piani – quello di ieri e di oggi – perché i fantasmi dei mobili innevati dalla polvere di anni e anni di addio, travolgono con un frastuono di voci. Fossero pure solo foglie colte nello scricchiolio dei nostri passi.


Sono rumori scoppiettanti di energia al cui confronto, noi – esploratori dell’oggi – impallidiamo senza aver pietà del disinganno, anzi, riconoscendoci in uno specchio per via delle spallucce ingobbite e degli occhiali sporchi di abitudine. L’oggi ci abitua e non sappiamo fare il salto – il bungee jumping, con le caviglie salde alle corde del mondo – verso i più oscuri tubi del passato senza ritornarne turbati, edificati e pratici almeno di un insegnamento: in principio tutti vivevamo in una condizione di selvaggia e rapace provvisorietà, attorno a un albero. Nessuno però può pensare di piantare la tenda ai piedi di un albero morto.

Il mondo di ieri è l’archetipo e siccome, come dice Hölderlin, l’uomo quando sogna è un dio, quando pensa è un mendicante, quando qualcosa resta appiccicato negli occhi, allora, è come la pasta madre che rinfresca il ceppo originario. Ho visto preparare il ferro da stiro con la carbonella, ho solo cinquant’anni ma m’è rimasto tutto dell’età che fu da sembrare più che un secolo, un millennio tanto il mondo di ieri è tutto “una vita fa” […] E quindi scrivo in fretta acchiappando gli ultimi istanti di vita che, si sa, sono solo i ricordi. Ma il mondo di ieri non è ricordo, è il lievito. Sano, solido e vivificante."

lunedì 17 giugno 2013

Risparmiatori



Stupenda pagina di Vangelo, contro gli ipocriti sacrestanucci che siamo, risparmiatori meschini di unguenti e di baci. Il troppo amore salva, sempre; gesti e passioni risicate, un tanto al chilo, ci possono perdere, quasi senza che ce ne accorgiamo.





Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. 37Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; 38stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. 39Vedendo questo , il fariseo che l'aveva invitato disse tra sé: "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!". 
40Gesù allora gli disse: "Simone, ho da dirti qualcosa". Ed egli rispose: "Di' pure, maestro". 41"Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. 42Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?". 43Simone rispose: "Suppongo sia colui al quale ha condonato di più". Gli disse Gesù: "Hai giudicato bene". 44E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. 45Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi.46Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo . 47Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco". 48Poi disse a lei: "I tuoi peccati sono perdonati". 49Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: "Chi è costui che perdona anche i peccati?". 50Ma egli disse alla donna: "La tua fede ti ha salvata; va' in pace!"
(Luca 7,36-50)

mercoledì 12 giugno 2013

Roma capta, con distaccato sollievo

  Alemanno ha perso, di brutto. Come ha detto Adriano Sofri “si può discutere se noi abbiamo vinto, e soprattutto chi siamo noi. Però chi sono loro è chiaro, e loro hanno perso”.
  Ciò premesso, il primo dato è naturalmente l’astensionismo cosmico che ha caratterizzato la tornata, a Roma in maniera vieppiù accentuata. Cosmico per le dimensioni, e per il voluto rimando al pessimismo leopardiano del corpo elettorale: una domanda chiarissima di cambiamento, di riforme strutturali del sistema politico, ormai palesemente inadeguato e insufficiente. A mo’ di cartina di tornasole, il flop dei candidati a Cinque Stelle ribadisce come Grillo sia la domanda, non certo la risposta, Renzi dixit.
  A proposito: Bersani si produce subito nello schema dell’eterno ritorno alle primarie di novembre, D’Alema commenta in Tv, Epifani epifània e Fassina lascia la ribalta a Orfini, vero apprendista stregone dell’autonomia del politico made in Gallipoli. Al  governo danzano i giovini già democristiani, e tutti aspettiamo novembre, o dicembre, o gennaio…
  A Roma è stato eletto dai militanti – e dintorni – il candidato di Bettini, sempiterno deus ex machina delle sorti piddine. Il sistema Roma si è nuovamente giovato del contributo di Sel, cointeressata alleanza che ad alcuni fa straparlare di modello politico per il paese, quando invece trattasi di sperimentato ingranaggio localistico – chiedere in Regione, dove il vero sindaco Zingaretti fu dirottato in fretta e furia in un pomeriggio, a coprir le vergogne.  Nessun nemico a sinistra, off course: sfanculato Sandro Medici col suo due per cento, residuo fortilizio della sinistra sociale di pura testimonianza.
  De minima non curamur: Marchini torna ai suoi Circoli, e Venditti se la poteva sparambià.
Papa Francesco lavora lavora, e lavora bene.

  Ma l’intero blocco sociale della sinistra democratica della città – lavoratori dipendenti, borghesia illuminata (!), insegnanti e piccoli artigiani – non è andato a votare, non ha accettato il volenteroso Marino quale surrogato di una leadership tuttora vacante. C’è bisogno di tornare a pensare politicamente, mentre il Comune e i Municipi, liberati dagli uomini delle nevi, sicuramente daranno prova di buona amministrazione e di una rinnovata, giovane classe dirigente: ma non ci deve bastare, in questo paese c’è più fame e sete di grande politica che della stessa detassazione dell’Imu o dell’Iva. Proviamoci.